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Jean Baptiste Le Rond d'Alembert
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mwbgJean-Baptiste Le Rond d'Alembert (AFI: [ʒɑ̃ baˈtist lə rɔ̃ dalɑ̃ˈbɛʀ]; Parigi, 16 novembre 1717 – Parigi, 29 ottobre 1783) è stato un matematico, fisico, astronomo, filosofo e enciclopedista francese, tra i più importanti protagonisti dell'Illuminismo. È famoso per aver dato notevoli contributi in mwcamatematica e in mwcqfisica, tra cui la formulazione di un mwcgprincipio sull'mwcwequilibrio meccanico che porta il suo nome (che mwdaCondorcet menziona nel suo opuscolo mwdqElogio di d'Alembert) e per un notevole teorema, ora noto come "mwdgteorema di d'Alembert", in cui prova l'esistenza di mwdwn mwearadici per qualsiasi mweqequazione algebrica di grado mwegn nel campo dei mwewnumeri complessi. Nel 1744, fu tra i fondatori di una nuova branca della matematica, il mwfacalcolo alle mwfqderivate parziali. Nel 1749, a seguito degli importanti risultati conseguiti nell'ambito delle mwfgequazioni differenziali alle derivate parziali, fu chiamato a dirigere lmwfw'mwgamwgqEncyclopédie con mwggDenis Diderot.
Contents
• Infanzia
• Studi
• Carriera
• Fisica
• Musica
• Opere
• Note
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Biografia
Infanzia
Frutto di un amore illegittimo tra la marchesa mwhwClaudine Guérin de Tencin (mwia1682-mwiq1749), mwigscrittrice, mwiwlibertina ed ex religiosa, amica di uomini di potere tra cui mwjapapa Benedetto XIV e sorella del cardinale mwjqPierre Guérin de Tencin, e il cavaliere Louis-Camus Destouches (mwjw1668-mwka1726), uomo di fiducia del duca mwkqLeopoldo Filippo d'Arenberg, d'Alembert nacque il 16 novembre mwkg1717 a mwkwParigi. Destouches era all'estero al momento della nascita di d'Alembert che, un paio di giorni più tardi, fu abbandonato dalla madre (non si sa se per costrizione o volontariamente) sui gradini della cappella di Saint-Jean-le-Rond di Parigi, attinente alla torre nord della mwlqcattedrale di Notre-Dame. Come voleva la tradizione, venne chiamato con il nome del santo protettore della cappella e divenne Jean le Rond.
Messo dapprima in orfanotrofio, trovò presto una famiglia di adozione: venne preso in affidamento dalla moglie di un vetraio, e allevato da una nutrice di nome Madame Rousseau. Il cavaliere Destouches, anche se non ne riconobbe ufficialmente la paternità, vegliò segretamente sulla sua mwlweducazione e gli accordò una rendita, mentre la madre (che mwmaDiderot definì la «bella e scellerata mwmqcanonica Tencin»cite-ref-1[1]) non volle mai conoscerlo, avendolo visto di sfuggita solo nel mwng1724, nemmeno quando divenne un famoso intellettuale.
Studi
All'inizio, d'Alembert frequentò una scuola privata. Il cavaliere Destouches, alla sua morte avvenuta nel mwoq1726, gli lasciò un'annualità di 1200 lire. Sotto l'influenza della famiglia Destouches, all'età di dodici anni d'Alembert entrò nel collegio mwoggiansenista mwowdelle Quattro Nazioni (detto anche collegio Mazarino) dove studiò mwpafilosofia, mwpqdiritto e belle arti, conseguendo il mwpgmwpwbaccalauréat nel mwqa1735.
Negli anni successivi, d'Alembert derise i princìpi mwqgcartesiani che gli erano stati impartiti dai giansenisti: «premozione fisica, idee innate e i vortici». I giansenisti orientarono d'Alembert verso una carriera ecclesiastica, cercando di dissuaderlo dal perseguire la poesia e la matematica. Tuttavia, la mwqwteologia era per lui «foraggio piuttosto inconsistente». Frequentò la scuola di legge per due anni, diventando mwraavvocato nel mwrq1738. In seguito si interessò alla mwrgmedicina e alla mwrwmatematica. All'inizio si iscrisse a questi corsi con il nome di Daremberg, poi lo cambiò in d'Alembert, nome che conservò per il resto della sua vita.
Carriera
Nel luglio mwsg1739 presentò il suo primo contributo nel campo della mwswmatematica, evidenziando gli errori che aveva riscontrato ne mwtaL'analyse démontrée di mwtqCharles René Reynaud, libro pubblicato nel mwtg1708, in una comunicazione indirizzata all'mwtwAcadémie des Sciences. All'epoca mwuaL'analyse démontrée era un'opera classica, sulla quale d'Alembert stesso aveva studiato le basi della matematica.
Nel mwug1740 propose il suo secondo lavoro scientifico nel campo della mwuwmeccanica dei fluidi: mwvaMémoire sur le refraction des corps solides, che venne riconosciuto da mwvqClairaut. In quest'opera d'Alembert spiegò teoricamente la mwvgrifrazione. Inoltre, espose quello che oggi viene chiamato il mwvwparadosso di d'Alembert: la resistenza al moto esercitata su di un corpo immerso in un fluido non viscoso e incomprimibile è uguale a zero.
La celebrità ottenuta con il suo lavoro sul mwwqcalcolo integrale gli permise di entrare all'mwwgAcadémie des Sciences nel maggio del mwww1741 all'età di 24 anni, e ne divenne mwxaadjoint, ricevendo poi il titolo di associé géometre nel mwxq1746.cite-ref-2[2] Entrò anche all'mwygAccademia di Berlino a 28 anni, per un lavoro sulla causa dei mwywventi. mwzaFederico II gli offrì per ben due volte la presidenza dell'Accademia di Berlino, ma d'Alembert, per il suo carattere schivo e riservato, rifiutò sempre, preferendo la tranquillità dei suoi studi.
Nel mwzg1743 pubblicò il mwzwTraité de dynamique nel quale espose il risultato delle sue ricerche sulla quantità di movimento. Fu assiduo frequentatore di vari salotti parigini, come quello della marchesa Thérèse Rodet Geoffrin, quello della mwaqmarchesa du Deffand e, soprattutto, quello di mwagMademoiselle de Lespinasse. Fu qui che incontrò mwawDenis Diderot nel mwba1746, il quale lo reclutò per il progetto dell'mwbqEncyclopédie; l'anno seguente intrapresero insieme la direzione del progetto. D'Alembert si prese carico delle sezioni riguardanti la mwbgmatematica e le mwbwscienze.
Nel mwcq1751, dopo cinque anni di lavoro da parte di oltre duecento collaboratori, apparve il primo tomo dell'mwcgEncyclopédie. Il progetto proseguì finché una serie di problemi lo interruppero temporaneamente nel mwcw1757. D'Alembert scrisse oltre un migliaio di articoli, oltre al famosissimo mwdaDiscorso preliminare (mwdq1751), compendio dell'enciclopedismo mwdgilluministico; in esso si ravvisano anche quegli elementi di mwdwempirismo mweasensistico, derivanti da mweqFrancesco Bacone e da mwegJohn Locke, che d'Alembert avrebbe poi divulgato negli mwewÉléments de philosophie (mwfa1759). L'articolo dell'Encyclopédie su mwfqGinevra provocò la reazione polemica di mwfgRousseau (mwfwLettre à d'Alembert sur les Spectacles, mwga1758), alla quale d'Alembert rispose con un suo scritto. Nel mwgq1759, per divergenze con Diderot, d'Alembert abbandonò il progetto.
A fianco dell'attività scientifica, sviluppò anche una ricca attività di filosofo e di letterato: mwgwMélanges de littérature, de philosophie et d'histoire, mwha1753; mwhqRéflexions sur la poésie et sur l'histoire, mwhg1760; mwhwÉloges, mwia1787. Nel mwiq1754 d'Alembert venne eletto membro dell'mwigAcadémie française e ne divenne Segretario Perpetuo il 9 aprile mwiw1772. Lasciò la famiglia adottiva nel mwja1765 per vivere un amore platonico con mwjqJulie de Lespinasse, la mwjgscrittrice e mwjwsalonnière parigina con la quale convisse in un appartamento. Fu grande amico di mwkaJoseph-Louis Lagrange che lo propose nel mwkq1766 quale successore di mwkgEulero all'mwkwAccademia di Berlino.
Rivalità accademiche
Suo grande rivale in matematica e in fisica all'mwmwAcadémie des Sciences fu mwnaAlexis Claude Clairaut. Nel 1743 D'Alembert infatti, dopo aver lavorato su vari problemi di meccanica razionale, aveva pubblicato il suo famoso mwnqTraité de dynamique. Egli lo aveva scritto piuttosto frettolosamente al fine di impedire la perdita di priorità scientifica; questo perché il collega Clairaut lavorava su problemi simili. La sua rivalità con Clairaut, che continuò fino alla morte di Clairaut, però fu solo una delle tante in cui fu coinvolto nel corso degli anni.cite-ref-3[3]
Un altro rivale accademico fu infatti l'insigne naturalista mwowGeorges-Louis Leclerc de Buffon.cite-ref-4[4] Di sicuro tesi furono i rapporti anche con il celebre astronomo mwqaJean Sylvain Bailly. D'Alembert, infatti, fin dal mwqq1763, aveva incoraggiato Bailly ad esercitarsi in uno stile di composizione letteraria molto apprezzato all'epoca, quello degli éloges, nella prospettiva, un giorno, che questi potesse avere valide referenze letterarie per poter diventare Segretario Perpetuo dell'Accademia delle Scienze.cite-ref-arago6-5-0[5] Sei anni dopo, però D'Alembert aveva dato lo stesso suggerimento, e forse aveva teso le stesse speranze, ad un giovane e promettente matematico, il marchese mwrgNicolas de Condorcet. Condorcet, seguendo il consiglio del suo protettore D'Alembert, rapidamente scrisse e pubblicò degli éloges sui primi fondatori dell'Accademia: mwrwHuyghens, mwsaMariotte e mwsqRømer.cite-ref-arago6-5-1[5]
All'inizio del mwva1773, l'allora Segretario Perpetuo, Grandjean de Fouchy, chiese che Condorcet venisse nominato suo successore alla sua morte a condizione, ovviamente, che gli sopravvivesse. D'Alembert sostenne con forza questa candidatura. L'insigne naturalista mwvqBuffon sostenne invece, con uguale energia, Bailly; Arago riferisce che l'Accademia «per alcune settimane presentò l'aspetto di due campi nemici».cite-ref-arago6-5-2[5] Ci fu infine una battaglia elettorale fortemente contestata: il risultato fu la nomina di Condorcet a successore di de Fouchy.cite-ref-arago6-5-3[5]
La rabbia di Bailly e dei suoi sostenitori trovò sfogo con accuse e termini «di asprezza imperdonabile».cite-ref-arago6-5-4[5] Si disse che D'Alembert aveva «bassamente tradito i valori dell'amicizia, dell'onore, e i principali principi di probità» alludendo alla promessa di protezione, sostegno, e cooperazione fatta con Bailly che risaliva a dieci anni prima.cite-ref-arago6-5-5[5]
In realtà era più che naturale che D'Alembert nel dover pronunciare il suo sostegno ad uno tra Bailly e Condorcet, diede la sua preferenza al candidato che più dell'altro si occupava di alta matematica, e dunque a Condorcet.cite-ref-arago6-5-6[5]
D'Alembert criticò anche gli scritti di Bailly e la sua mw2gconcezione della storia, arrivando a scrivere in una lettera a mw2wVoltaire: «il sogno di Bailly circa un antico popolo che ci avrebbe insegnato tutto tranne il proprio nome e la propria esistenza, mi sembra una delle cose più vuote che l'uomo abbia mai sognato».cite-ref-6[6]
Anche per quanto riguarda l'ammissione all'mw4qAcadémie française di Bailly, essa fu alquanto problematica. Bailly non vi riuscì per tre volte, prima di essere finalmente ammesso. Egli sapeva per certo che questi risultati a lui sfavorevoli erano effetto dell'aperta ostilità da parte di D'Alembert, molto influente in quanto Segretario Perpetuo. In una delle votazioni per l'ammissione all'accademia Bailly ottenne 15 voti contro, ancora una volta, il protetto di D'Alembert, Condorcet che fu eletto con 16 voti grazie ad una manovra con cui D'Alembert gli fece avere il voto del conte de Tressan, mw4gfisico e mw4wscienziato. L'opposizione verso Bailly di D'Alembert finì solamente con la morte di quest'ultimo.
Ultime opere
D'Alembert era anche un esperto di mw6wlatino degno di nota; nell'ultima parte della sua vita lavorò a una superba mw7atraduzione di mw7qTacito, che gli valse ampi elogi tra cui quello di Diderot.
Nonostante i suoi enormi contributi nei campi della mw7wmatematica e della mw8afisica, d'Alembert è famoso anche per aver ipotizzato erroneamente, in mw8qCroix ou Pile, che la mw8gprobabilità che il lancio di una moneta dia testa aumenta per ciascuna volta che il lancio dà come risultato croce. Nel mw8wgioco d'azzardo, la strategia di diminuire la puntata all'aumento delle vincite e di aumentare la puntata all'aumento delle perdite è perciò chiamata «mw9asistema d'Alembert», un tipo di mw9qmartingala.
In mw9wFrancia, il mw-ateorema fondamentale dell'mw-qalgebra è chiamato «mw-gteorema di d'Alembert-Gauss».
Creò inoltre un suo criterio per verificare se una serie numerica converge.
Intrattenne una corrispondenza di rilevanza scientifica, in particolare con mw-qEulero e con mw-gJoseph-Louis Lagrange, ma solo parte di essa è stata preservata.
Venne eletto membro estero dell'mwaqqAccademia di Scienze, Lettere ed Arti il 15 giugno 1781cite-ref-7[7].
Soffrì di cattiva salute per molti anni e morì per una malattia alla mwaqovescica. Essendo un noto mwaqsmiscredente, d'Alembert venne seppellito in una tomba comune priva di lapide.
Fino alla sua morte, avvenuta nel mwaq01783 a 66 anni, continuò i suoi lavori scientifici scomparendo al culmine della sua fama, prendendosi così una clamorosa rivincita sulla sua sfortunata nascita. In base alle sue ultime volontà, fu sepolto senza funerali religiosi in una tomba anonima del vecchio Cimitero dei Porcherons; con la chiusura del cimitero nel mwaq81847, le ossa vennero prima spostate nell'ossario dell'Ovest ed infine, nel mwara1859, nelle mwarecatacombe all'altezza di mwarirue Faubourg-Montmartre.
L'attività
L ' Encyclopédie
Nel mwark1745 d'Alembert, che all'epoca era membro dell'mwaroAcadémie des sciences, fu incaricato da mwarsAndré Le Breton di mwarwtradurre in mwar0francese la mwar4Cyclopaedia dell'mwar8inglese mwasaEphraim Chambers.
Da una semplice traduzione, il progetto si trasformò nella redazione di un'opera originale e unica nel suo genere: lmwasi'mwasmEncyclopédie ou dictionnaire raisonné des sciences, des arts et des métiers. D'Alembert avrebbe poi scritto il famoso mwasqDiscorso preliminare, così come la maggior parte degli articoli riguardanti la mwasumatematica e le mwasyscienze.
Matematica
Il teorema di d'Alembert
Nel mwataTraité de dynamique egli enunciò il mwateteorema di d'Alembert (noto anche come mwatiTeorema di Gauss-d'Alembert) che dice che qualsiasi mwatmpolinomio di grado mwatqn a coefficienti mwatucomplessi possiede esattamente mwatyn radici in mwatc C {\displaystyle \mathbb {C} } (non necessariamente distinte, occorre tenere conto del numero di volte che una radice è ripetuta). Questo teorema venne dimostrato soltanto nel mwatgXIX secolo da mwatkCarl Friedrich Gauss.
Criterio di d'Alembert per la convergenza delle serie numeriche
Sia mwatw ∑ ∑ u n {\displaystyle \sum u_{n}} una serie dai termini strettamente positivi per la quale il rapporto mwat0 u n + 1 u n {\displaystyle {\frac {u_{n+1}}{u_{n}}}} tende verso un limite mwat4 L ≥ ≥ 0 {\displaystyle L\geq 0} . Allora:
• se L<1: la serie di termine generale mwaue u n {\displaystyle u_{n}} converge.
• se L>1: la serie di termine generale mwaum u n {\displaystyle u_{n}} diverge.
• se L=1: non si può concludere.
Martingala di d'Alembert
In un gioco in cui si vince il doppio della posta con una probabilità del 50% (per esempio alla roulette, giocando pair / impair, passe / manque, a patto di tralasciare lo zero, che in realtà crea un vantaggio per il banco), egli propone la strategia seguente:
• Puntare un'unità
• Se si vince, ritirarsi
• Se si perde, puntare il doppio (in modo da coprire la perdita precedente e lasciare un guadagno)
• continuare fino a una vincita o a esaurimento.
Con questo procedimento, il gioco mwau0non è per forza vincente, ma si aumentano le possibilità di vincere (un po') al prezzo di un aumento della perdita possibile (ma più rara). Per esempio, se per sfortuna si vince solo alla decima volta dopo aver perso 9 volte, occorre aver puntato e perdere 1+2+4+8+16+32+64+128+256+512 = 2mwau410-1 unità per vincerne 1024, con un saldo finale solo di 1. Occorre anche essere pronti a sopportare eventualmente una perdita di 1023, con una probabilità debole (1/1024), ma non nulla. Anche con una ricchezza di partenza infinita e una durata di gioco illimitata, occorre inoltre far fronte all'eventualità che il gioco non finisca mai.
Infine, occorre astenersi dal giocare nuovamente dopo una vincita, giacché ciò ha l'effetto inverso a quello della martingala: aumentare la probabilità della perdita.
Esistono altri tipi di martingale famose, che alimentano tutte la falsa speranza di una vincita sicura.
È opportuno notare che l'attribuzione di questa martingala a d'Alembert è soggetta a riserva; alcuni infatti sostengono che essa sia in realtà la martingala, altrettanto famosa, praticata al mwaviCasinò di mwavmSan Pietroburgo e che diede origine al famoso mwavqparadosso di San Pietroburgo, inventato da mwavuNicolas Bernoulli e presentato per la prima volta da suo cugino mwavyDaniel. Lo stesso Casinò, che ammetteva puntate in perdita senza limite al rosso e nero, diede poi il nome a un'altra tragica e mortale sfida: la mwavcroulette russa. La montante suggerita da d'Alembert, invece, concretizzava, con lauto guadagno (50%) il ritorno all'equilibrio di una chance che avesse la probabilità del 50%. Essa consiste nell'osservazione di un colpo, dopodiché si effettua la puntata 1 all'evento contrario. In caso di vincita si riparte da capo, e in caso di perdita si aumenta di 1 unità la puntata. Tutte le volte che si incappa in un successo si diminuisce, invece, di 1 unità. Aumentando di 1 quando si perde e diminuendo di 1 quando si vince, succede che quando per esempio, dopo 100 colpi quelli indovinati saranno 50, 50 saranno i pezzi vinti, proprio il 50% di utile, come per 1 su 2, 5 su 10 o 500 su 1.000. Esistono tante soluzioni intermedie; tuttavia, alla roulette, che comporta una tassa dell'1,35%, questa tecnica soccombe alla simmetria degli scarti che per effetto della tassa rendono irraggiungibile, anche teoricamente, l'equilibrio.
Astronomia
Studiò gli mwavoequinozi e il mwavsproblema dei tre corpi, al quale applicò il suo principio di dinamica, riuscendo così a spiegare la mwavwprecessione degli equinozi e la mwav0nutazione dell'asse di rotazione.
Fisica
Nel mwawuTraité de dynamique (mwawy1743) enunciò il principio della quantità di movimento, che è talvolta chiamato «mwawcPrincipio di D'Alembert»:
mwawk«Se si considera un sistema di punti materiali legati tra loro in modo che le loro masse acquisiscano velocità rispettive differenti a seconda se esse si muovano liberamente o solidalmente, le quantità di movimenti acquisite o perse nel sistema sono uguali.»
Studiò anche le equazioni differenziali e le equazioni a derivate parziali. Inoltre, stabilì le equazioni cardinali dell'equilibrio di un sistema rigido.
Fu tra i primi, assieme a mwawwEulero e a mwaw0Daniel Bernoulli, a studiare il moto dei fluidi, analizzando la resistenza incontrata dai solidi nei fluidi e formulando il cosiddetto mwaw4paradosso di d'Alembert. Studiò il moto dei gravi e la legge della resistenza del mezzo.
Nel mwaxa1747 trovò l'equazione alle derivate parziali del secondo ordine delle onde (mwaxeequazione di d'Alembert o delle corde vibranti).
Filosofia
D'Alembert scoprì la mwaxqfilosofia al collegio delle Quattro Nazioni (oggi mwaxuAcadémie française), fondato da mwaxyMazarino e retto da religiosi giansenisti e cartesiani. Oltre alla filosofia, si interessò alle lingue antiche e alla mwaxcteologia (scrisse sulla Lettera di mwaxgsan Paolo mwaxkai Romani). Uscito dal collegio, mise definitivamente da parte teologia e si lanciò negli studi di mwaxodiritto, mwaxsmedicina e mwaxwmatematica. Dei suoi primi anni di studio conservò una tradizione mwax0cartesiana che, integrata ai concetti mwax4newtoniani, avrebbe in seguito aperto la strada al razionalismo scientifico moderno.
Fu mwayal'mwayeEncyclopédie, alla quale collaborò con Diderot e altri pensatori del suo tempo, che gli diede l'occasione di formalizzare il suo pensiero filosofico. Il mwayiDiscorso preliminare dellmwaym'mwayqmwayuEncyclopédie, ispirato dalla filosofia mwayyempirista di mwaycJohn Locke e pubblicato all'inizio del primo volume (mwayg1751), è spesso considerato, a ragione, un autentico manifesto della filosofia dell'mwaykIlluminismo. Egli vi afferma l'esistenza di un legame tra il progresso della conoscenza e il progresso sociale.
Contemporaneo del mwayssecolo dei Lumi, mwaywdeterminista e mway0ateo (anche se ufficialmente si proclamava mway4deista), d'Alembert attribuiva alla mway8religione un valore puramente pratico: essa non ha lo scopo di illuminare le menti del popolo, ma piuttosto quello di regolarne i costumi. Il «catechismo laico» di d'Alembert si prefiggeva di insegnare una morale che permettesse di riconoscere il male come nocumento della società, e di assumersi le responsabilità; castighi e premi sono quindi distribuiti in funzione del danno o del vantaggio sociale. Il principio che regola la vita dell'uomo è quello dell'utilità; di conseguenza, è preferibile rivolgersi alle scienze piuttosto che alla religione, in quanto le prime hanno un'utilità pratica più immediata.
D'Alembert fu uno dei protagonisti, assieme al suo amico mwazeVoltaire, della lotta contro l'assolutismo religioso e politico che venne da lui denunciato nei numerosi articoli filosofici scritti per lmwazi'mwazmmwazqEncyclopédie. La raccolta delle sue analisi spirituali di ciascun dominio della conoscenza umana trattato dallmwazu'mwazyEncyclopédie costituisce una vera filosofia delle scienze.
Nella mwazgPhilosophie expérimentale, d'Alembert definì così la filosofia: «La filosofia non è altro che l'applicazione della ragione ai differenti oggetti sui quali essa può essere esercitata».
Musica
D'Alembert, come altri enciclopedisti (in particolare Rousseau) fu anche un teorico della mwazsmusica; il suo testo mwazwÉléments de musique del 1754 illustra la teoria dell'mwaz0armonia e detta le regole principali della mwaz4composizione e dell'esecuzione del mwaz8basso continuo. Nonostante nel titolo dell'opera dichiari di seguire i principi armonici enunciati da mwaaaJean-Philippe Rameau, insieme agli altri enciclopedisti (in particolare Rousseau) ebbe un atteggiamento polemico verso il grande compositore francese, attraverso un fitto scambio di pamphlets polemici.
Intitolazioni
Opere
• mwaawMémoire sur le calcul intégral (1739), prima opera pubblicata
• mwaa4mwaa8Traité de dynamique (1743)
• mwabi(FR) Traité de dynamique, Paris, Jean-Baptiste Coignard (3.), 1743.
• mwabq(EN) Mélanges de littérature, d’histoire et de philosophie, Henderson, 1764.
• mwabyTraité de l'équilibre et du mouvement des fluides, Parigi, David l'aîné, 1744.
• mwabgmwabkRéflexions sur la cause générale des vents (1746)
• mwabsRecherches sur les cordes vibrantes (1747)
• mwab0Recherches sur la précession des equinoxes, et sur la mutation de l'axe de la terre, dans le systême newtonien, A Paris, Jean Baptiste Coignard, 1749.
• mwab8(FR) Recherches sur differens points importans du systeme du monde, vol. 1, Paris, Michel Antoine David, 1754.
• mwaci(FR) Recherches sur differens points importans du systeme du monde, vol. 2, Paris, Michel Antoine David, 1754.
• mwacq(FR) Recherches sur differens points importans du systeme du monde, vol. 3, Paris, Michel Antoine David, 1756.
• mwacyÉléments de musique, théorique et pratique, Lyon, Jombert, Charles Antoine ; Bruyset, Jean-Marie (1.), 1759.
• mwacgmwackEssai d'une nouvelle théorie de la résistance des fluides, Parigi, David l'aîné, 1752.
• mwacsEssai sur les éléments de philosophie (1759)
• mwac0Réflexions sur l'histoire (1761)
• mwadaDomenico Felice (a cura di), Riflessioni sulla storia (PDF), traduzione di Stefania Stefani.
• mwadi(FR) Nouvelles expériences sur la résistance des fluides, Paris, Jean François Louis Chardon, 1777.
• mwadqÉloges lus dans les séances publiques de l'Académie française (1779)
• mwady(FR) Opuscules mathématiques (8 tomi 1761-1780), su gallica.bnf.fr.
• mwadgŒuvres complètes, Éditions CNRS, 2002. ISBN 2-271-06013-3
• mwadsmwadwEncyclopédie ou dictionnaire raisonné des sciences, des arts et des métiers, Flammarion, 1993. ISBN 2-08-070426-5
• mwad8Nouvelles expériences sur la résistance des fluides, par mm. D'Alembert ... & l'Abbé Bossut ..., A Paris, rue Dauphine, chez Claude-Antoine Jombert, fils ainé, libraire du Roi pour le Génie & l'Artillerie, 1777.
• mwaee(FR) [Opere], vol. 1, Paris, A. Belin, 1821.
• mwaeq(FR) [Opere], vol. 2, Paris, A. Belin, 1821.
• mwaey(FR) [Opere], vol. 3, Paris, A. Belin, 1821.
• mwaeg(FR) [Opere], vol. 4, Paris, A. Belin, 1822.
• mwaeo(FR) [Opere], vol. 5, Paris, A. Belin, 1822.
• mwaew(FR) Oeuvres et correspondances inedites, Paris, Librairie Académique Didier, 1887.
Note
cite-note-11. ↑ Diderot, Entretien entre d'Alembert et Diderot, in «mwafm Œuvres complètes», Paris 1875, t. II, p.119.
cite-note-22. ↑ mwafcJoseph Bertrand, mwafgmwafkd'Alembert, Librairie Hachette et Cie, 1889.
cite-note-33. ↑ mwaf0mwaf4mwaf8"Jean Le Rond d'Alembert" encyclopedia.com, su mwagaencyclopedia.com.
cite-note-44. ↑ Edwin Burrows Smith, mwagqJean Sylvain Bailly: Astronomer, Mystic, Revolutionary (1736-1798), American Philosophical Society (Philadelphia, 1954); p. 449.
cite-note-arago6-55. ↑ mwahqBiography of Jean-Sylvain Bailly by François Arago (english translation) - Chapter VI
cite-note-66. ↑ Kelly, mwahgVictims, Authority, and Terror, 163
cite-note-77. ↑ Attilio Maggiolo, mwahwI soci dell'Accademia Patavina dalla sua fondazione (1599), Padova, 1983
Bibliografia
• mwaiaENCICLOPEDIA DEGLI ILLUMINISTI - Antologia tecnica e scientifica, a cura di Claudio Pierini, Cierre Grafica, Verona 2022. ISBN 978-883-210-2635
• mwaimEnciclopedia, o dizionario ragionato delle scienze, delle arti e dei mestieri, antologia a cura di Paolo Casini, Laterza, Roma-Bari 1968, 2003.
• mwaiu(FR) mwaiyEncyclopédie ou dictionnaire raisonné des sciences, des arts et des métiers, t.1 et 2, Articles choisis, Éditions Flammarion, 1993. ISBN 2-08-070426-5
• mwaik(FR) mwaioEncyclopédie, Denis Diderot (articles Âme, Beau, Certitude, Droit naturel), Éditions Nathan. ISBN 2-09-182524-7
Voci correlate
• mwai8Paradosso di d'Alembert
• mwajeEquazione di Lagrange
• mwajmEquazione delle onde
• mwajcDenis Diderot
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Collegamenti esterni
• Gli indivisibili di Cavalieri visti da d’Alembert su mwajwMatmedia.it
• citereftreccani-itAlembert, Jean-Baptiste Le Rond detto d'A., su Treccani.it – Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
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• citerefspringereom(EN) Jean Baptiste Le Rond d'Alembert, su Encyclopaedia of Mathematics, Springer e European Mathematical Society.